Ernesto Ferrero

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Biografia Ernesto Ferrero

Biografia Ernesto Ferrero

Ernesto Ferrero è uno scrittore e critico letterario italiano ed è il direttore della Fiera Internazionale del Libro di Torino.

È nato a Torino nel 1938.
Dagli anni Sessanta agli anni Ottanta ha lavorato presso Einaudi, iniziando nel 1963 come responsabile ufficio stampa, diventando poi direttore letterario e infine, dal 1984 al 1989, direttore editoriale. Ha collaborato così con intellettuali come Elio Vittorini, Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Norberto Bobbio, Massimo Mila, Franco Venturi, Giulio Bollati.
È stato poi segretario generale della Bollati Boringhieri, direttore editoriale in Garzanti e direttore letterario presso Mondadori. Dal 1998 è direttore della Fiera Internazionale del Libro di Torino.

Nel 1971 ha sottoscritto l'appello publicato sul settimanale L'Espresso contro il commissario Luigi Calabresi.
Si è occupato di linguistica, di critica letteraria, storia. Nel 1972 ha pubblicato I gerghi della mala dal '400 a oggi (Oscar Mondadori, Premio Viareggio Opera prima), poi ampliato nel Dizionario storico dei gerghi italiani (Mondadori, 1991).
Come critico, si è occupato di Gadda (Mursia, 1972), Calvino (Mondadori, 1995) e Primo Levi (Einaudi, 1997). Ha inoltre curato il Dialogo tra Primo Levi e Tullio Regge (1984). Ha scritto anche una biografia di Gilles de Rais, il famoso Barbablù (Einaudi 1975; nuova ed. riveduta e accresciuta, Piemme, 1998).
Come narratore, ha esordito nel 1980 con il romanzo Cervo Bianco (Mondadori), basato sulla storia vera di un falso capo indiano che incanta gli italiani nel 1924. Nel 2000 ha vinto il Premio Strega con il romanzo N., che ricostruisce i trecento giorni dell'esilio elbano di Napoleone attraverso gli occhi del suo bibliotecario. N. è stato tradotto in Francia, Grecia, Olanda, Portogallo, Spagna, Polonia, Lettonia, ed ha ispirato il film N (Io e Napoleone) (2006) di Paolo Virzì.

Del 2001 è L'anno dell'Indiano. In seguito ha scritto un breve saggio sul metodo di Napoleone organizzatore e manager (Lezioni napoleoniche, Mondadori 2002, Premio Isola d'Elba), e il monologo teatrale Elisa, incentrato sulla sorella dell'Imperatore, principessa di Lucca e granduchessa di Toscana (Sellerio Editore, 2002).
Nel suo successivo romanzo, I migliori anni della nostra vita (Feltrinelli, 2005), ha rievocato la cultura letteraria italiana che ruotava intorno a Giulio Einaudi dal 1963 al 1975, anno della morte di Pier Paolo Pasolini, dando vita ad una accesa discussione sulla figura dell'editore torinese.
È stato traduttore di Céline (Viaggio al termine della notte, Casse-pipe) e di Flaubert (Bouvard e Pécuchet). È collaboratore dei quotidiani La Stampa, Il Sole 24 Ore e dei programmi culturali della RAI.