Biografia Alberto Castaldini
Alberto Castaldini è uno storico e saggista italiano specializzato nello studio dell'età moderna. È giudaista e studioso di geopolitica.
Docente a contratto di storia dell'ebraismo, ha insegnato in varie università italiane ed è visiting professor di Civiltà e letteratura italiana all'università di Bucarest.
Giornalista professionista, è stato redattore del quotidiano milanese Il Giorno, redattore del mensile Aggiornamenti sociali e ha collaborato e collabora con diverse riviste di settore, come Limes, Materia giudaica, Storica, Lares, Etnostoria e La Civiltà Cattolica. Ha scritto per i quotidiani La Nazione, Il Resto del Carlino, La Gazzetta di Parma, La Gazzetta di Mantova e L'Arena di Verona.
Ha condotto iniziali studi di storia delle tradizioni popolari sotto la guida di Giovanni Tassoni e Giovanni Battista Bronzini, ricollegandosi in tal modo alla scuola demologica di Paolo Toschi. Alla fine degli anni Ottanta ha svolto indagini folkloriche nel territorio veneto e in aree limitrofe, come il Mantovano, attraverso la rilevazione e la raccolta di dati etnografici sul campo. In particolare ha raccolto materiale narrativo, soprattutto fiabe di magia, in Valpolicella, in Alto Polesine, nel medio-basso Veronese e nellarea del lago di Garda. Dagli inizi degli anni Novanta si è dedicato agli aspetti storici e tradizionali delle minoranze germaniche delle Alpi meridionali, in particolare dei Cimbri. Per quanto concerne i Cimbri dell'Altopiano dei Sette comuni vicentini, dal 1990 al 1994 vi ha condotto indagini etnografiche sul campo, culminate nellindividuazione presso la popolazione locale delle espressioni residuali della parlata germanica dellaltopiano di Asiago, raccogliendo le testimonianze della cultura orale e contribuendo allopera di preservazione e valorizzazione della specificità identitaria e culturale di tale isola linguistica.
Dalla fine degli anni Novanta si occupa delle vicende storiche e sociali degli ebrei in Italia nel tardo medioevo ed in età moderna conducendo ricerche sulle comunità ebraiche del Veneto, della Lombardia e di Mantova in particolare. Nelle sue indagini storiografiche, riandando fra gli altri agli studi di Vittore Colorni, ha sottolineato l'importanza dell'elemento giuridico e istituzionale nelle comunità ebraiche dell'età tardo-medievale e moderna, evidenziando come in esse si sia manifestata la continuità di un'antichissima tradizione politica riemersa poi nelle parziali autonomie ebraiche del Cinquecento e nella organizzazione interna dei ghetti sei-settecenteschi della Repubblica di Venezia. Ne è emersa un'immagine della società ebraica che, pur nei condizionamenti culturali e religiosi del mondo circostante, ha conservato non senza difficoltà una costante reattività sul piano sociale e politico. Da ciò si evince come gli Ebrei cercarono sempre di vedere applicato e rispettato il loro patrimonio di istituzioni giuridiche, mirando a conseguire uno status che lo permettesse: in pratica lautonomia amministrativa, legislativa e giurisdizionale pur nei limiti sanciti dal diritto comune. Contemporaneamente in alcuni dei suoi lavori la sua prospettiva di ricerca si è inquadrata in quellorientamento nato dallintreccio fra interessi antropologici, socio-economici e giuridici, generante una storiografia particolarmente attenta ai fenomeni sociali, alla vita materiale, alla storia dei ceti popolari come delle élites urbane.
È attivo nello studio dei fattori culturali e storici nelle relazioni internazionali, con particolare accento sullo specifico contesto del Medio Oriente e dei paesi ex-comunisti dell'Europa centro-orientale. In questo ambito ha trattato lincidenza dei fattori storici e culturali nelle relazioni internazionali, con una particolare attenzione alle sollecitazioni che la società attuale offre: dai mutamenti prodotti dalla cosiddetta globalizzazione, alla riscoperta del "locale" e delle dinamiche identitarie.
La sua attività presenta incursioni anche nell'ambito letterario. Si è occupato delle Fonti Francescane, degli aspetti più discussi dell'opera di Giovanni Papini e recentemente della produzione saggistica di Guido Ceronetti, in particolare dell'attenzione dello scrittore e poeta torinese verso il mondo ebraico e la Scrittura. Nel maggio 2009 di Ceronetti ha promosso a Bucarest la prima internazionale della tragedia per marionette "I Misteri di Londra".
È socio dell'Accademia nazionale virgiliana di Mantova, dell'Accademia di agricoltura scienze e lettere di Verona, della Società storica lombarda, della Società numismatica italiana, dell'"Istituto per gli incontri culturali mitteleuropei" di Gorizia, dell'Associazione italiana per lo studio del giudaismo, della European Association for Jewish Studies di Oxford. Membro d'onore dell'istituto di storia "Nicolae Iorga" dell'Accademia romena di Bucarest, professore honoris causa dell'Università "Babes-Bolyai" di Cluj-Napoca, è inoltre doctor honoris causa dell'Università "1 Dicembre 1918" di Alba Iulia.
Nel 2006 è stato nominato dal Ministero degli Esteri direttore per chiara fama dell'Istituto italiano di cultura di Bucarest.