Alberto Bevilacqua

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Biografia Alberto Bevilacqua

Alberto Bevilacqua è uno scrittore, regista e sceneggiatore italiano, nonché poeta e giornalista. È considerato uno dei maggiori autori della Letteratura italiana novecentesca.
È uno degli scrittori italiani più conosciuti al mondo. La sua prima raccolta di racconti, La polvere sull'erba, (1955), ebbe l'apprezzamento di Leonardo Sciascia.
Inizia a pubblicare i suoi scritti, su invito di Mario Colombi Guidotti responsabile del supplemento letterario della Gazzetta di Parma, nei primi anni 50.
Nel 1961 pubblicò il libro di poesie L'amicizia perduta.
Il suo primo successo fu La califfa (1964), la cui protagonista, Irene Corsini, con il suo temperamento pieno di energia ma anche di dolcezza, si colloca tra i personaggi femminili più intensi della letteratura italiana. Il romanzo che più lo caratterizza è forse Questa specie d'amore che ottenne il Premio Campiello (1966). Qui lo scrittore, nel descrivere la situazione conflittuale dell'intellettuale protagonista, diviso tra nostalgie di luoghi e atmosfere del passato, e impegno sociale e culturale da spendere nel mondo caotico della capitale, pone dei riferimenti autobiografici, come il rapporto con la provincia parmigiana. Di entrambi i romanzi Bevilacqua stesso curò la trasposizione cinematografica, vincendo con Questa specie d'amore il David di Donatello per il miglior film.
Quello dell'intellettuale è un tema ricorrente nella sua narrativa, così come quello della passione amorosa e dell'attenzione all'analisi psicologica. Il suo stile è moderno con tocchi di lirismo.
Del resto Alberto Bevilacqua è anche poeta e ha continuato ad affiancare questa sua attività a quella di narratore.
I suoi scritti sono stati tradotti in Europa, negli Stati Uniti, in Brasile, in Cina ed in Giappone.
Nel 1971 fu tra i firmatari dell'appello pubblicato sul settimanale L'Espresso contro il commissario Luigi Calabresi.
Il 10 marzo 1995 fu chiamato a comparire in sede processuale nell'ambito del processo contro Pietro Pacciani per i delitti del Mostro di Firenze, in quanto persona offesa dal reato di calunnia.