Albert Robida

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Biografia Albert Robida

Biografia Albert Robida

Albert Robida è stato uno scrittore, illustratore, giornalista, caricaturista, litografo e aquafortista francese, noto anche come creatore del personaggio di Saturnino Farandola.

Figlio di un falegname, studia per diventare notaio, ma per la noia di tali studi, si dedica alla caricatura.

Nel 1886 fa l'illustratore al Journal Amusant poi in varie riviste. Nel 1880, con l'editore George Decaux, fonda la sua propria rivista, La Caricature, che dirigerà per 12 anni e nella quale si vedranno debuttare Caran d'Ache, Louis Morin, Ferdinand Bac, Job, Maurice Radiguet, il padre di Raymond Radiguet. Illustra anche guide turistiche, opere di divulgazione storica, classici della letteratura: Villon, Rabelais, Cervantes, Swift, Shakespeare, Les Cent contes drolatiques d'Honoré de Balzac, les Mille et une nuits. E in un registro più leggero anche una storia delle case chiuse.

La sua fama s'eclissa qualche tempo dopo la prima guerra mondiale.

Grazie alla riscoperte di alcune sue opere, gli viene associata l'immagine di un Jules Verne, spesso più audace. Contrariamente a Jules Verne, egli propone delle invenzioni integrate alla vita quotidiana e non delle creazioni di studiosi folli, e ogni volta, immagina gli sviluppi sociali che derivano dalle sue invenzioni, spesso anche a ragione: promozione sociale delle donne (ch'egli vede elettrici ed eleggibili, con i pantaloni, che fumano, dottoresse, notai o avvocati), turismo di massa, inquinamento. Già nel 1869 Robida realizza un'opera d'anticipazione con il suo fumetto La Guerre au vingtième siècle, campagne de Jujubie, che descrive la guerra moderna, a base di missili robotizzati e di gas asfissianti.

Inventerà anche il telefonoscopio, uno schermo piatto a muro che diffonde le ultime informazioni a ogni ora del giorno e della notte, gli ultimi spettacoli teatrali, corsi universitari e teleconferenze.

Indipendentemente dalle sue qualità di visionario, la sua opera L'horloge des siècles, con i cambiamenti di paradigmi che essa rappresenta, annunciava già, secondo alcuni critici, certe visioni di Philip K. Dick.