Bambinate

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Bambinate

Stephen King

Titolo originale: Suffer The Little Children
Anno: 1993
Dettagli: Racconto della raccolta Incubi & Deliri

Trama: a protagonista è una donna di mezza età, un'insegnante di nome Miss Sidley che lavora in una scuola media, che vede che i suoi alunni non sono umani. Questo la rende pazza ed omicida.

Il primo indizio che non tutto è normale si ha quando a uno studente, Robert, viene chiesto di usare la parola "domani" e lui crea la frase "Domani succederà una cosa brutta". Miss Sidley vede qualcosa nel riflesso dei suoi occhiali, Robert si trasforma in qualcosa di... diverso. Più tardi, mentre la classe si svuota, Robert lancia a Miss Sidley un'occhiata strana, come a farle capire che condividono un segreto. Quella notte, mentre va a letto, rivede la faccia di Robert che cambia, ma prima di scoprire in cosa si addormenta.

Il giorno dopo, Miss Sidley è al limite, pensando a quello che ha visto, ma riuscendo a pensare solo a "qualcosa di bitorzoluto. Qualcosa che brilla. Qualcosa che mi fissava, sì, mi fissava e sorrideva e non era un bambino. Era un vecchio demonio e...". A questo punto, un'altra professoressa gli chiede di controllare le salviette nel bagno delle ragazze. Mentre lo fa, pensa che i bambini hanno "un tipo di ipocrisia" e "un disprezzo sconvolgente". Sente due ragazze che ridono tra loro e sembra che parlino di lei ("Lo sa, ma...", "Miss Sidley è...") e che sappiano che lei è lì. Immagina di affrontarle, e che le ombre cambiano, diventando più lunghe e muovendosi come cera. Anche le loro voci cambiano, diventando "senz'anima e quasi demoniache". Sviene.

Quando si riprende, le due ragazze sono ancora lì, abbastanza umane, e le danno la strana occhiata che anche Robert le diede. Si accorge anche di essersi ferita la schiena nella caduta.

Alla prossima opportunità, prende da parte Robert per tentare di scoprire cos'e'. È ovvio che Robert sa che la schiena le duole. Robert sottolinea che ci sono "11 di noi in questa scuola" e si offre di mostrare a Miss Sidley la sua trasformazione, e che quel che resta del vero Robert è ancora nella sua testa. Detto questo si trasforma.

"La sua faccia di colpo si impasta come cera, gli occhi si appiattiscono e si distendono come lame di coltello, il naso si allarga e si spalanca, la bocca scompare. La testa si allunga, ed i capelli crescono velocemente. Robert inizia a ridere. Il lento, cavernoso suono esce da quello che era il suo naso, ma il naso è stato mangiato dalla metà inferiore della sua faccia, le narici si sono unite e fuse in un buco centrale simile ad un'immensa bocca".

Robert si alza, e Miss Sidley vede ancora quello che resta del Robert originale che tenta di uscire e grida di terrore. Fugge, e corre urlando per i corridoi solo per raggiungere la strada e rischiare di essere investita da un autobus. Porge le sue scuse e se ne va per un mese. Quando torna, si comporta come se tutto fosse normale. Ad un certo punto Robert le dice che "ci sono così tanti di noi che non puoi crederlo". Il giorno seguente, porta la pistola del fratello a scuola, e con la pretesa di fare un test personale agli studenti, li porta uno per uno in una sala-teatro abbandonata, Robert per primo. Gli mostra la pistola, e dice che nessuno può sentirli. Lui dice che "ci sono molti di noi, comunque. molti più di qui", ed inizia la metamorfosi. Lei gli spara, e dopo una breve battaglia interiore inizia il suo compito uccidendo 12 alunni prima di essere scoperta da un altro insegnante.

Viene spedita in un ospedale psichiatrico di nome Juniper Hill (citato anche in IT), e unita ad un programma sperimentale dove viene fatta regredire fino all'infanzia. Dopo un po', chiede di essere portata via, e gli occhi dei bambini vengono descritti come "grandi e vuoti, ma in qualche modo profondi". Quella notte si suicida con un frammento di vetro, e la storia si conclude descrivendo come lo psichiatra che l'aveva in cura "inizi a vedere i bambini sempre più spesso. Alla fine non riesce più a distogliere lo sguardo da loro".


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