Palomar
Italo Giovanni Calvino Mameli
Trama: Calvino dava molta importanza alla zona paratestuale dei suoi libri come di quelli degli altri. Il titolo Palomar è una scelta ponderata, onde evitare ogni tipo di distorsione nelle traduzioni.
La parola in ispagnolo significa "colombaia", anche se per esplicita affermazione dell'autore ciò non ha nulla a che vedere col libro. Il legame infatti va cercato sicuramente con l'osservatorio americano ma anche in un'associazione mentale con la parola "palombaro": Palomar "è come un palombaro che s'immerge nella superficie".
Anche l'immagine in copertina della prima edizione è stata scelta da Calvino. Si tratta del Disegnatore della donna coricata di Albrecht Dürer, il cui legame col protagonista è chiaro: entrambi cercano, procedendo per parti, di raggiungere una rappresentazione della realtà il più possibile fedele.
Alla fine del volume, prima dell'indice, l'autore pone una nota esplicativa, una specie di ricetta di cui si è servito per accostare i vari testi che risultano così allineati secondo uno schema di proporzioni. Essa ci spiega il senso dei numeri accostati ai capitoli e agli intertitoli nell'indice.
Le cifre 1, 2, 3, che numerano i titoli dell'indice, siano esse in prima, seconda o terza posizione, non hanno solo un valore ordinale ma corrispondono a tre aree tematiche, a tre tipi di esperienze e di interrogazione che, proporzionati in varia misura, sono presenti in ogni parte del libro.
Gli 1 corrispondono generalmente a un'esperienza visiva, che ha quasi sempre per oggetto forme della natura: il testo tende a configurarsi come una descrizione.
Nei 2 sono presenti elementi antropologici, culturali in senso lato, e l'esperienza coinvolge, oltre ai dati visivi, anche il linguaggio, i significati, i simboli. Il testo tende a svilupparsi in un racconto.
I 3 rendono conto di esperienze di tipo più speculativo, riguardanti il cosmo, il tempo, l'infinito, i rapporti tra l'io e il mondo, le dimensioni della mente. Dall'ambito della descrizione e del racconto si passa a quello della meditazione.
L'indice ripartisce queste proporzioni secondo un modello combinatorio estremamente regolare e compiuto. Tale ricetta risponde innanzitutto al piacere dell'autore per il gioco matematico. Che di fatto i testi riescano a seguire con giudizio queste regole di contenuto è tutto da dimostrare, basti pensare a come il testo indicizzato 1.1.1 (Lettura di un'onda), cioè quello che più di tutti dovrebbe essere strettamente limitato all'esperienza visiva, comporti invece già riflessioni estreme su questioni speculative come quella sul concetto d'infinita complessità della realtà.
I 27 testi sono divisi secondo una disposizione matematica di 3 elementi a 3 a 3.
Palomar, dapprima in vacanza, poi in città ed infine immerso nei suoi silenzi, conduce per mano il lettore illustrandogli un nuovo metodo di approccio al mondo.
Influenzato certamente dalla poetica osservativa di Francis Ponge, Calvino dà a Palomar non la capacità di guardare, bensì la voglia di farlo. Ed è attraverso le sue osservazioni forzate fino al più piccolo particolare che Calvino conduce il lettore verso aspetti diversi dell'esistenza: dalla più banale delle cose, come il riflesso del sole sul mare, sino ai più affascinanti misteri quali le iscrizioni tolteche a Tula in Messico...
Palomar ha una moglie ed una figlia girovaga per il mondo, non ha molta familiarità con la specie umana, non sembra avere molti conoscenti e ha il vizio di non parlare; è insomma, un taciturno e un solitario, più portato alla riflessione che allo scambio.
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