Il Castello Dei Destini Incrociati
Italo Giovanni Calvino Mameli
Trama: Contiene due distinte sezioni, la prima intitolata appunto Il castello dei destini incrociati, mentre la seconda è intitolata La taverna dei destini incrociati.
Il testo narrativo è accompagnato, quasi ad ogni pagina, da riproduzioni di carte dei Tarocchi, in varie combinazioni dalle quali lo scrittore fa scaturire diversi racconti. Si tratta dunque di un'opera di letteratura combinatoria.
Nella nota finale, l'autore spiega la genesi dell'opera:
- Il primo testo nacque per il libro: Tarocchi. Il mazzo visconteo di Bergamo e New York, Franco Maria Ricci editore, Parma 1969.
- Il secondo testo venne costruito in modo analogo usando il mazzo di tarocchi più diffuso: L'Ancien Tarot de Marseille della casa B.-P. Grimaud , che riproduce un mazzo stampato nel 1761 da Nicolas Conver a Marsiglia.
Si tratta dunque di una costruzione narrativa elegante e preziosa, che, mentre si ricollega agli studi di Vladimir Propp e Claude Lévi-Strauss, rinnova i modelli usati da Boccaccio, Cervantes, Hoffmann e altri autori che, come scrive Alberto Arbasino, "hanno scelto di racchiudere le loro novelle, a gruppi, dentro un'ampia e distesa cornice conviviale".
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