Macaronì: Romanzo Di Santi E Delinquenti
Francesco Guccini
Anno: 1997
Dettagli: Con Loriano Macchiavelli
Trama: Due storie che si incrociano su uno stesso teatro, quell'Appennino tosco-emiliano selvatico e incassato, scosceso lungo le valli del Reno e del Limentra, caro a Francesco Guccini da Pavana e a Loriano Macchiavelli da Vergato. In realtà, il paese immaginato in Macaronì è ancora più remoto, quasi al valico tra l'Emilia e la Toscana, dove i boschi s'infittiscono, i dirupi sono più erti e un freddo implacabile avvilisce il maresciallo campano, spedito tra quelle balze e tra paesani duri e silenziosi, per scontare il suo blando antifascismo. Terre infelici e abbandonate, dunque, che mezzo secolo prima avevano visto una massiccia e disperata emigrazione verso la Francia. Erano soprattutto giovani, ragazzi che affrontavano un futuro di umiliazioni per sfuggire a un presente peggiore: andavano a vendere statuine, a lavorare nelle vetrerie, nelle miniere, nelle saline, per salari da fame e nel disprezzo dei francesi. Una pagina di storia che forse ci farebbe bene ricordare, come quel massacro di Aigues Mortes, in Provenza, dove, il 17 agosto 1893, si scatenò una vera e propria caccia all'uomo: una folla inferocita picchiò e scaraventò nel Rodano un gruppo di lavoratori italiani e il risultato fu di nove morti e duecento feriti. Esiste un legame che unisce la catena di delitti che insanguina questo paese dimenticato, dove a memoria d'uomo non è mai avvenuto nulla di rilevante, con qualche oscura storia di quel doloroso tempo di emigrazione? È quanto dovrà stabilire il nostro maresciallo, ma non è facile indagare quando ci si trova di fronte solo bocche cucite e un'ostilità radicata da tempo immemorabile nel mutismo e nella scontrosità di una popolazione che dal potere non ha mai avuto nessuno sconto. Con l'unico conforto dell'osteria, di un fiasco, di qualche buon piatto di una cucina robusta e sincera, di una partita a carte ogni tanto, addossato alla stufa e ben riparato dagli spifferi gelidi che filtrano da tutte le parti, il maresciallo di Guccini e Macchiavelli è l'eroe di una storia tesa e dura, che è romanzo giallo, ma anche ricostruzione appassionata di un'atmosfera, di una tradizione, di una civiltà evocata con partecipe competenza.
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